23 8 / 2012

Ci sono delle volte in cui non riesci bene a capire che giorno è quello che stai vivendo. Allora socchiudi gli occhi - anzi, li strizzi proprio quegli occhi - e cerchi la data che lampeggia sull’insegna della farmacia. Il negozio è chiuso e la croce, spenta.

Poi decidi di non pensarci più. Quando le giornate sono tutte uguali, i minuti, le ore si ammassano senza contorno.

La circonvallazione è deserta ai bastioni di porta Volta. Attraversi l’incrocio senza guardare né a destra né a sinistra, senza aspettare il verde sul semaforo. Lo attraversi perché sai che è il momento per farlo. Lasci alle spalle Paolo Sarpi e risali la strada - com’è che si chiama? Cinisio, Cenesio, Ceresio? - fino a quando davanti a te non ci rimane soltanto la facciata del cimitero monumentale.

Il cancello è chiuso. Il parcheggio vuoto.