21 5 / 2012

La balena bianca

Sabato è nata una nuova rivista on-line.

Ci sono affezionato a questo progetto.
Un po’ perché ero presente in alcune di quelle serate in Ticinese, quando i prodi fondatori hanno inziato a discuterne, all’inzio quasi svogliatamente, poi sempre più convinti. Io me ne stavo zitto e ascoltavo, bevendo birra; o forse interloquivo dicendo cose senza senso. In ogni caso - questo me lo ricordo bene - in quelle serate bevevo birra.

Ed era prima che io partissi per la Bretagna e, siccome dalla Bretagna ormai ci sono pure rientrato, non si può certo dire che sia un progetto nato all’improvviso; senza un pensiero. È da più di un anno che i prodi rimuginano.

Poi, ci sono affezionato per il nome. Si chiama La balena bianca. E, come disse anche il buon Marco Montanaro, è un nome splendido.

www.labalenabianca.com

09 5 / 2012

Ovvero: il rimpatrio.

Ovvero: il rimpatrio.

21 4 / 2012

Precisazioni

Leggere manoscritti di notte è un’esperienza quasi mistica.

1. Il super riflessivo
R. fu spaventato non s’immaginandosi una velocità di movimenti tale nell’ispettore.

2. La credibilità del dialogo
“Ma Lei ha il potere di decidere ciò?”
“Sono il titolare delle indagini. Ho il potere di decidere ciò”

3. La repentinità del tutto
All’improvviso improvvisamente apparve qualcosa.

4. Il sentimento mai celato
L’ispettore provò malessere sapendo il significato dell’apparizione e chi si trovava sul seggiolino.

5. Il francesismo e il sonno
Spense l’abat jou e si preparò ad addormentarsi.

19 4 / 2012

Evviva le fiere

E quindi funziona così: Spagna paese ospite al Salone del libro di Torino, Italia paese ospite alla Fiera del libro di Madrid. Olè.

http://www.ferialibromadrid.com/ficha_avanzada.cfm?id=829

10 4 / 2012

"No. Una lingua è anche un modo di essere. È un altro contesto, un mondo culturale, una storia diversa. Quello che scrive in portoghese è quindi il mio alter ego, sempre io, ma anche un altro. Quando si scrive in un’altra lingua, ci si trova davanti all’evidenza dell’alterità, al fatto che siamo plurali."

04 4 / 2012

Ancora Rosso Floyd

Non riesco a capacitarmi del fatto che un uomo come Mari non patteggi per Roger Waters. Certo, Barrett era il genio, la follia. Ma la stigmatizzazione del presente di Waters, la sua tristezza malinconica, il rapporto travagliato con il padre pure, ecco tutte queste tematiche sono Mari al cento per cento.

03 4 / 2012

"Tout avait commencé dans les années 1950, quand le football italien, orphelin du “Grande Torino” disparu tragiquement lors de l’accident d’avion à Superga, vivait le pire moment de son histoire."

30 3 / 2012

A proposito della Spagna

Non parlo mai di politica, qui.
Però c’è una cosa che mi ha colpito parecchio oggi. Ossia la mancanza di informazione che si è avuta nei siti d’informazione italiani riguardo allo sciopero in Spagna. O meglio, mancanza di commenti sensati sulla situazione laggiù. E mi sono fatto un’idea del perché. La Spagna e l’Italia sono in un momento storico molto simile, due grosse economie europee chiamate a fare scelte impopolari per non raggiungere la Grecia nel baratro. Qui in Francia chiamano le riforme di Rajoy, riforme “alla Monti”, ossia riforme presentate come necessarie, ma a prezzi sociali altissimi. In Italia la stampa è del tutto schierata con il governo - come mai nemmeno Berlusconi era riuscito a fare - e, di conseguenza, non si è voluto dare il giusto spazio ad una protesta che, se vogliamo leggerla tra le righe, sarebbe potuta scoppiare a Milano, Roma, Bologna invece che a Madrid o Barcellona. Ma da noi non scoppia mai. Giusto o sbagliato che sia, noi italiani ce ne stiamo sempre buoni e tranquilli ad aspettare la provvidenza (vedi: uomo forte che si prende la responsabilità di decidere per noi tutti). Chiudo questo sconfinamento con una citazione dell’articolo di fondo di “France Ouest” di oggi. Il titolo era: “La Spagna nell’occhio del ciclone”. L’articolo termina così:

Tenendo presente tutte le differenze, il suo collega italiano [di Rejoy] è confrontato ad un’equazione dello stesso tipo. Cercando di passare di forza sul terreno della riforma del mercato del lavoro si prende anche lui il rischio di uno sciopero paralizzante. [la traduzione, pessima, è mia]

Ora sta a noi italiani decidere che fare.

26 3 / 2012

Nadja

C’è questa vecchina che si avvicina alla tua panchina. Inclina il collo e avvicina il viso quel tanto che basta per sbirciare il titolo del libro che stai leggendo. Solo che è miope questa vecchina, e allora il movimento, che voleva essere soltanto accennato, si deforma grottescamente. Lento e inesorabile. Finalmente mette a fuoco. Nadja, riesce a leggere. Lei lo sa bene che la sua curiosità è stata poco conveniente, tanto più per una donna della sua età, educata ad altri valori, in un’altra civiltà. Allora per qualche secondo appare insicura, indecisa sul comporamento da tenere. Dissimulare, forse? Poi decide di fregarsene.
Bonjour, dice, e poi aggiunge, Breton. Nel frattempo, sorride.
Le sue labbra, sono labbra da ragazza.

20 3 / 2012

19 3 / 2012

leugenio:

Après mille réflexions, j’ai envie d’inventer une autobiographie chouette, afin de donner de moi une bonne opinion :


1° Dès l’âge le plus tendre, j’ai dit tous les mots célèbres dans l’histoire : nous combattrons à l’ombre – retire-toi de mon soleil – quand vous aurez perdu vos enseignes et…

(Fonte: florizel.canalblog.com)

16 3 / 2012

"A Caterina piace così, imitare le partite di scacchi famose. Personalmente trovo il tutto strano e abbastanza noioso, ma poiché mi piace averla intorno mi sono limitato a studiarne a centinaia. Kasparov-Letterman, Napoleone-M.me de Remusat, persino Einstein-Oppenheimer: l’unica costante è che il nero perde sempre."

Marzia D’Amico su “Follelfo”
http://rivistafollelfo.com/2012/03/14/berlino-1852/

12 3 / 2012

La lunga storia dell’ingegner Camperio

Un annetto fa Davide Franzini ha contattato gli autori “milanesi” di Subway Letteratura con un in mente un progetto interessante. Quello di dar vita ad un’antologia di racconti che si ispirassero al materiale d’archivio dell’ATM.

È stata la premiata coppia Cattaneo/Grassi, dell’associazione “I documenti raccontano”, a compiere il lavoro archivistico vero e proprio. I due sono riusciti ad assemblare un dossier di una cinquantina di pagine in cui hanno riunito le storie più interessanti - quelle che avevano in sé un germe di narratività - del ventennio 1930-1950. La gran parte proveniva dall’opuscolo ufficiale stampato dall’ATM e destinato ad uso interno. Alcune storie erano bizzarre, altre propagandistiche, altre ancora drammatiche. Poi la palla è passata a noi.

Io ho scelto un articolo breve breve, isolato in un box perso in un angolo di una pagina interna. Si parlava di un tal ingegner Camperio, trovato morto tra i ruderi di un palazzo. Era il giorno successivo al primo raid alleato su Milano.

Piano piano il mio Camperio è cresciuto. L’ho accompagnato nella sua ultima passeggiata, da Vittorio Emanuele a piazza Indipendenza. L’ho visto titubante nei confronti del fascismo, ma non dissidente; nostalgico della sua giovinezza (in cui, tra l’altro ha giocato nel neo-fondato AC Milan); preoccupato per il figlio combattente in Africa del Nord.

Poi, sono arrivati dei problemi con l’ATM (Pisapia appena arrivato, ne ha spazzato via i vertici) e allora il progetto è passato un po’ in secondo piano. È stato il buon Sparacino a leggere il racconto e a credere in Camperio. Mi ha proposto un editing preciso e puntuale, che ha portato ad un testo più breve e, credo, meglio riuscito. Quel racconto è stato pubblicato nel numero dieci di Colla, un numero speciale, molto ben fatto. Lo puoi leggere qui.

Nel frattempo, però, Franzini &co. non si sono dati per vinti e hanno portato avanti il progetto. Ad ottobre è stato presentato il volume cartaceo. Io non c’ero perché avevo già lasciato Milano, ma i presenti mi hanno detto che all’antologia non è stato dato il giusto spazio, soffocata dal serrato programma di festeggiamenti per gli 80 anni di ATM.

È per questo che giovedì ce ne sarà un’altra, soltanto per il libro. Sarà in Sormani. E io non ci sarò nemmeno questa volta. Ci sarà però la sempre fascinosa Matilde Quarti (a proposito, tutti a leggere il suo racconto, ché pure lei sta nell’antologia).

Ecco l’invito:
http://www.subway-letteratura.org/images/stories/2012/_INVITI2012/invito_80anniatm.pdf

08 3 / 2012

Precisazioni

Le mani di un uomo sono sempre “nodose”.
Quelle di una donna, invece, “esili”.

29 2 / 2012

Sulla traduzione

Sto leggendo un libro di Robbe-Grillet che si intitola La jalousie.
In Italia è pubblicato da Einaudi che traduce, giustamente, il titolo in La gelosia. C’è però un problema in tutto questo - un problema che sfiora il concetto di intraducibilità.

In francese il termine “Jalousie” non indica soltanto quel sentimento che tutti noi ben conosciamo, ma anche un oggetto banale e insignificante come la veneziana. Sì proprio lei (che poi anche il fatto che l’italiano utilizzi una parola che rimanda ad una città è ben bizzarro…).

Ora, nel romanzo di Robbe-Grillet, il narratore non solo è patologicamente geloso, ma si serve della veneziana per spiare i movimenti della moglie senza essere visto. La jalousie-veneziana diventa quindi simbolo della jalousie-sentimento.
Se aggiungiamo poi che le uniche volte che questo termine compare nel libro, sta sempre e soltanto ad indicare la veneziana (mai la gelosia), ci accorgiamo che la traduzione del titolo diviene affare davvero complesso.

Peraltro, prima o poi, vorrei scrivere in maniera più compiuta di questo libro che ho inizialmente considerato illeggibile, salvo poi appassionarmene senza scampo. Nel frattempo, però, vi invito a godere di questa ottima intervista ad una traduttrice che ne sa. Qui:

http://www.rivistainutile.it/?p=1921